Archivio mensile maggio 2012

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Arte e Luoghi, 2007

Gli inchiostri di Spagnolo

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pensieri di inchiostro

 

Rosario Francesco Spagnolo. Tra colore e segno… i pensieri di inchiostro

di Antonietta Fulvio

 

Entrare nell’atelier di un artista è sempre una irresistibile tentazione. E un privilegio. è un po’ come trovare la password per decifrare i codici di accesso al suo mondo segreto. Poter soffermare lo sguardo sul tavolo di lavoro e sbirciare tra le boccette di inchiostri, pennelli e spatole nel tentativo di catturare la visione di una tela – foglio – spazio – luogo – dimensione magica dove realtà e sogno, coordinate apparentemente impossibili, si misurano con il pensiero che si fa visione, racconto.
Da oltre quarant’anni Rosario Francesco Spagnolo racconta con le sue infinite variazioni di luce. Il colore e il segno. Gli inchiostri e le forme. Un’unica alchimia in grado di coniugare gli stati d’animo, i suoi pensieri d’inchiostro con la propria Terra, la Letteratura, la Storia.
Ricordo la prima volta, moltissimi anni fa, che visitai la casa-atelier di Rosario Francesco Spagnolo.

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Spagnolo inchiostra Bodini

 

 

Spagnolo inchiostra Bodini

di Antonietta Fulvio

C’è uno spazio – tela – foglio – dimensione magica dove la realtà e il sogno, coordinate apparentemente impossibili, si misurano con il pensiero che si fa visione, racconto.

Da oltre quarant’anni Rosario Francesco Spagnolo “racconta” con il colore e il segno: un’unica alchimia  in grado di coniugare i suoi pensieri d’inchiostro con la propria Terra, la Letteratura, la Storia.

Il professore Mario Schiattone,  che più volte ha presentato l’artista e la sua opera, a proposito della sua arte scriveva: “Un quadro, non è mai esclusivamente pittorico, è anche poetico, è anche previo a interpretazioni sociologico-esistenziali, è anche storiografia o analisi di un modo d’essere, dei pregiudizi; quand’anche non è conoscenza-scienza del reale. L’intento è spesso dichiarato. Per Spagnolo è fondamentalmente letterario, nel senso che la letteratura è la sua materia di confronto. La serie della Danteide, o dell’Uliade, degli anni ‘80, lo presentano come scenografo-poeta, come ricostruttore di quelle tematiche”.

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