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Arte e luoghi

Arte e Luoghi

Arte e Luoghi, 2007

Gli inchiostri di Spagnolo

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pensieri di inchiostro

 

Rosario Francesco Spagnolo. Tra colore e segno… i pensieri di inchiostro

di Antonietta Fulvio

 

Entrare nell’atelier di un artista è sempre una irresistibile tentazione. E un privilegio. è un po’ come trovare la password per decifrare i codici di accesso al suo mondo segreto. Poter soffermare lo sguardo sul tavolo di lavoro e sbirciare tra le boccette di inchiostri, pennelli e spatole nel tentativo di catturare la visione di una tela – foglio – spazio – luogo – dimensione magica dove realtà e sogno, coordinate apparentemente impossibili, si misurano con il pensiero che si fa visione, racconto.
Da oltre quarant’anni Rosario Francesco Spagnolo racconta con le sue infinite variazioni di luce. Il colore e il segno. Gli inchiostri e le forme. Un’unica alchimia in grado di coniugare gli stati d’animo, i suoi pensieri d’inchiostro con la propria Terra, la Letteratura, la Storia.
Ricordo la prima volta, moltissimi anni fa, che visitai la casa-atelier di Rosario Francesco Spagnolo.

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Spagnolo inchiostra Bodini

 

 

Spagnolo inchiostra Bodini

di Antonietta Fulvio

C’è uno spazio – tela – foglio – dimensione magica dove la realtà e il sogno, coordinate apparentemente impossibili, si misurano con il pensiero che si fa visione, racconto.

Da oltre quarant’anni Rosario Francesco Spagnolo “racconta” con il colore e il segno: un’unica alchimia  in grado di coniugare i suoi pensieri d’inchiostro con la propria Terra, la Letteratura, la Storia.

Il professore Mario Schiattone,  che più volte ha presentato l’artista e la sua opera, a proposito della sua arte scriveva: “Un quadro, non è mai esclusivamente pittorico, è anche poetico, è anche previo a interpretazioni sociologico-esistenziali, è anche storiografia o analisi di un modo d’essere, dei pregiudizi; quand’anche non è conoscenza-scienza del reale. L’intento è spesso dichiarato. Per Spagnolo è fondamentalmente letterario, nel senso che la letteratura è la sua materia di confronto. La serie della Danteide, o dell’Uliade, degli anni ‘80, lo presentano come scenografo-poeta, come ricostruttore di quelle tematiche”.

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Il turco incatenato

 

Il turco incatenato – rime sciolte – di Rosario Francesco e Luciano Spagnolo

 

Le ragioni di un libro

di Antonietta Fulvio

Perché si scrive? Una domanda a cui è difficile rispondere. In quello splendido libro, L’Altrui mestiere, lo scrittore Primo Levi suggerisce nove motivazioni, premettendo ovviamente che la risposta non è di per se mai esaustiva. Si potrebbe chiamare in causa una concomitanza di fattori il cui denominatore comune è il desiderio di comunicare, ad esempio. A maggior ragione se la materia è la parola poetica. Il libro Il turco incatenato – rime sciolte vuole essere un’intima riflessione sulla visione del reale, sui fili invisibili che legano le persone alle cose, ai luoghi, alla Storia. Motivazioni che ci riconducono essenzialmente al primo punto del “decalogo Levi”: si scrive perché se ne sente l’impulso o il bisogno.  La raccolta  Il turco incatenato vede intrecciarsi, in un singolare confronto generazionale, le liriche dell’artista Rosario Francesco Spagnolo e quelle del figlio Luciano. Padre e figlio  uniti dalla passione per la poesia e, soprattutto, dall’amore per il proprio paese: Torchiarolo.
Più di un libro, il progetto editoriale Il turco incatenato diventa occasione per celebrare la storia di Torchiarolo, paese che riuscì a fermare l’avanzata turca fatto celebrato, tra l’altro, nello stemma araldico, rielaborato graficamente proprio dallo stesso Spagnolo per l’Istituto di araldica nel 1988. Un legame con il proprio paese, con la propria terra che l’artista traduce da oltre quarant’anni nei suoi lavori pittorici,  esposti in tutt’Italia, molti dei quali oggi figurano in collezioni sia pubbliche che private. Con esse Rosario Francesco Spagnolo è riuscito con la maestria dei suoi inchiostri a raccontare le origini, le tradizioni di Torchiarolo. Colori e profumi, l’essenza stessa del paese sono   imprigionati nel ritmo dei suoi versi ai quali fanno da contralto quelli del figlio. Due sguardi diversi, uno più nostalgico forse, l’altro  non meno sensibile e curioso.  In una sorta di passaggio del testimone,  si registra  poeticamente la diversa percezione del paese che cambia e  la condivisione profonda del sentimento di appartenenza alle proprie radici.